Comunità di trasformazione e commercializzazione

Comunità di trasformazione e commercializzazione2023-11-13T16:08:08+01:00
il marketing congiunto aumenta il valore aggiunto e il profitto – Conoscenza della legislazione alimentare necessaria – è importante l’alta professionalità

In una comunità di trasformazione e commercializzazione, i prodotti sono ottenuti congiuntamente e in modo coordinato a livello centrale – ad esempio, con un’etichetta comune e standard uniformi – o venduti congiuntamente – ad esempio, tramite una consegna congiunta o negozi in fattoria condivisi. I servizi di catering possono essere un esempio di tali comunità. I servizi di catering consentono alle contadine che amano la gastronomia e il contatto interpersonale di lavorare a tempo parziale con eque opportunità di guadagno, oltre a ridurre il rischio e l’investimento dei singoli partecipanti.

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«Questa è la chiave di tutto, semplicemente dedicare tempo a sufficienza per non lasciare niente al caso.»
Susanne Strub, Baselbieter Bäuerinnen Apéro, responsabile della comunicazione e dell’economato
«Ci contattano semplicemente perché la nostra filosofia – regionale, stagionale – gode di ampio consenso.»
Susanne Strub, Baselbieter Bäuerinnen Apéro, responsabile della comunicazione e dell’economato
«Quando a fine giornata rientriamo per rassettare, ci facciamo delle belle risate. Non ci manca certo lo spirito giusto.»
Susanne Strub, Baselbieter Bäuerinnen Apéro, responsabile della comunicazione e dell’economato
«Ci sono persone che hanno prenotato con un anno di anticipo, semplicemente perché volevano proprio noi, ovvero ‘l’aperitivo delle contadine basilesi.»
Susanne Strub, Baselbieter Bäuerinnen Apéro, responsabile della comunicazione e dell’economato
«Penso che sia giusto e importante per l’immagine dell’agricoltura. Non dobbiamo nasconderci, abbiamo prodotti d’eccellenza, i doni della nostra terra sono strepitosi.»
Susanne Strub, Baselbieter Bäuerinnen Apéro, responsabile della comunicazione e dell’economato

Domande frequenti

Quali assicurazioni dovremmo stipulare se volessimo preparare e servire insieme i prodotti per l’aperitivo?2021-02-02T13:11:16+01:00

Per evitare di sostenere integralmente i costi in caso di sinistro, quando si sviluppa il progetto comune si dovrebbero verificare (se già esistenti) o stipulare (se nuove) le assicurazioni seguenti: responsabilità civile per le imprese, protezione antincendio, furto, responsabilità per danno da prodotti, assicurazioni sociali per collaboratori esterni o familiari (AVS, AI, IPG, cassa pensioni e assicurazione infortuni). Discutendone con un consulente assicurativo potete evitare di dimenticare qualcosa.

Ogni settimana ci rechiamo insieme a un mercato per vendere i prodotti delle nostre aziende. Non siamo d’accordo sulla necessità di fondare una società per queste attività – ne vale davvero la pena?2021-02-02T13:10:33+01:00

Nella fase iniziale, un’iniziativa di commercializzazione comune può essere gestita anche senza strutture formali, semplicemente con accordi verbali reciproci: conteggio con i clienti tramite la cassa del mercato, conteggio all’interno della comunità con le fatture delle consegne o le indennità per le prestazioni di lavoro o le trasferte.

Tuttavia, pur in assenza di una forma precisa, si tratta già di una società semplice secondo il Codice delle obbligazioni (art. 530 e segg. CO). Questa forma giuridica nasce anche tacitamente senza un contratto scritto: si applicano le disposizioni previste dal CO per la società semplice. Quindi, perché non creare attivamente una società semplice e sancire alcuni principi importanti in base alle proprie esigenze, come le regole decisionali, le aliquote di compensazione, la ripartizione dei profitti e delle perdite, la procedura in caso di scioglimento? Insieme alla consulenza aziendale è possibile individuare una soluzione pratica senza ingenti oneri.

Quali prescrizioni legali dobbiamo rispettare qualora noi quattro agricoltrici di un piccolo villaggio volessimo gestire un negozio in fattoria comune e rifornirlo di prodotti?2021-02-02T13:09:51+01:00

Per la ristorazione in fattoria è necessario rispettare tutta una serie di requisiti di legge e di prescrizioni. Innanzitutto occorre verificare se sono soddisfatte le esigenze previste in materia di pianificazione territoriale per la ristorazione nella zona agricola (ad es. stretto legame materiale con l’agricoltura attraverso l’utilizzo di prodotti della fattoria, lavoro svolto prevalentemente dalla famiglia del gestore). Dopodiché, dal profilo edilizio devono essere soddisfatte le stesse condizioni quadro che valgono per le aziende di ristorazione in situazioni analoghe nelle zone edificabili (igiene delle derrate alimentari, protezione antincendio, prevenzione degli infortuni, impianti sanitari, ecc.). Nella trasformazione delle derrate alimentari ovviamente vanno rispettate e documentate con il controllo autonomo tutte le norme relative alla provenienza, alla qualità, all’igiene, alla dichiarazione, eccetera. Occorre inoltre rispettare le disposizioni del diritto del lavoro (contratto collettivo di lavoro per la ristorazione o contratto normale di lavoro per l’agricoltura se si è attivi meno del 50 % nella ristorazione, conteggio AVS, ecc.). Infine, è necessario ottenere i permessi per la ristorazione (patente di ristoratore, mescita di alcolici, ecc.) e rispettare gli obblighi di notifica.

Questa scelta può diventare ben presto impegnativa, motivo per cui vale la pena chiedere una consulenza!

Esempi pratici

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