Scambio di gestione a trattativa privata

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Scambio di gestione a trattativa privata2021-03-22T22:56:10+01:00
crea aree coerenti – Forma più semplice di cooperazione – di solito nessun contratto richiesto

Lo scambio di gestione a trattativa privata – detto anche scambio di particelle – è la forma di collaborazione più semplice. Nel caso di uno scambio di particelle, le superfici di pari dimensioni vengono scambiate tra le aziende per la gestione durante un periodo prestabilito; la proprietà non cambia.

Lo scambio di gestione a trattativa privata consente alle aziende partecipanti di aumentare le proprie superfici coltive laddove ci fossero delle criticità a livello di avvicendamento delle colture. Tale scambio consente inoltre di impostare in modo più razionale anche il raggruppamento di un’azienda in quanto grazie allo scambio vengono a crearsi particelle di dimensioni maggiori e contigue.

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Per avere senso, uno scambio di particelle deve soddisfare i seguenti requisiti:

  • manifesta necessità di migliorare alcuni aspetti (p. es. difficoltà dell’azienda per quanto riguarda l’avvicendamento delle colture, le superfici foraggere o esigenza di un semplice raggruppamento);
  • cultura del dialogo e della discussione e disponibilità concreta a instaurare un primo contatto;
  • prossimità con eventuali partner, ad esempio comprovato aiuto di vicinato durante i picchi di lavoro o la sostituzione nella stalla nei finesettimana;
  • rapporto costruttivo con il locatore in caso di scambio di terreni in affitto, in modo che il locatore sia sempre informato e possa comprenderne i vantaggi.

Situazioni aziendali in cui uno scambio di particelle può rivelarsi un’ottima soluzione:

  • mancanza di superficie per l’avvicendamento delle colture in relazione alla principale coltura campicola (know–how) nelle aziende con diverse colture;
  • mancanza di superfici foraggere, al vicino mancano superfici per l’avvicendamento delle colture;
  • mancanza di superfici di pascolo raggruppate (per vacche, cavalli, ecc.).

Per uno scambio di particelle i fattori di successo sono i seguenti.

Prima dello scambio e in corso d’opera:

  • informazioni trasparenti sulle proprie esigenze, sulle difficoltà a livello di superfici;
  • osservazioni, richieste, coinvolgimento diretto o indiretto dei vicini;
  • offerta di un anno e di un contratto di prova;
  • informazione tempestiva a eventuali locatori, richiesta di un loro parere e considerazione delle loro esigenze nell’accordo.

Durante l’attuazione, in fase di realizzazione:

  • scambio regolare di informazioni, nessuna interferenza nella gestione dell’altro;
  • breve scambio alla fine dell’anno, chiedere alla controparte le sue osservazioni e valutazioni e concordare verbalmente un nuovo scambio di particelle, discutere di altre eventuali possibilità di collaborazione.

Per realizzare uno scambio di particelle si devono soddisfare le seguenti condizioni legali:

  • basta un accordo verbale, ma di solito viene redatto un contratto scritto;
  • informazioni ai locatori, soprattutto nel caso di scambio di particelle per diversi anni;
  • considerazione delle sfide di natura tecnico-produttiva e dei pagamenti diretti (p. es. nel caso di produzioni con label diversi);
  • discussione delle questioni assicurative (in genere nessuna modifica).

Maggiori informazioni sulle basi legali per uno scambio di particelle (pdf)

In media per uno scambio di particelle si devono prevedere le seguenti tempistiche:

  • durata illimitata se vi è una buona intesa, ma si consiglia di fissare una data per fare il punto della situazione;
  • indispensabile il coinvolgimento nel progetto di eventuali locatori sin dalle prime fasi e a intervalli regolari, soprattutto nel caso di scambi di particelle per diversi anni.

Maggiori informazioni sulle basi legali per uno scambio di particelle (pdf)

Maggiori informazioni sullo scambio di particelle si possono ottenere:

  • parlando direttamente con i colleghi che hanno già esperienza in materia di scambio di gestione a trattativa privata;
  • contattando i centri di consulenza tecnica e gli esperti, che si possono anche consultare in via preliminare o in fase di realizzazione di uno scambio di particelle.

Quando le persone lavorano insieme, molte cose possono andare storte: incidenti, crollo delle vendite, errori, mancato rispetto degli accordi, divergenze di opinione e malintesi, eccetera. È normale e non è il caso di preoccuparsi, ma è molto importante che i partner interessati reagiscano correttamente in tali situazioni ed evitino di compiere costosi passi falsi per inezie o che si instaurino controversie perenni a causa di valutazioni divergenti della situazione.

Di seguito sono elencate alcune risorse che possono essere utili per affrontare i conflitti.

Sito Internet Teoria dei conflitti

In caso di conflitto sostanziale o cronico, dopo la fase di escalation si può procedere nel modo seguente:

  1. Se la fiducia e la comunicazione all’interno della comunità sono rimaste fondamentalmente intatte
    Concordare una discussione tra le persone interessate. A tal fine, concedersi tempo a sufficienza in un luogo in cui poter parlare indisturbati. Durante la discussione, prestare particolare attenzione alle regole di una discussione equilibrata. Se necessario, testare le misure decise in una fase di prova e poi discutere insieme dell’impatto che hanno avuto e, se necessario, modificarle.
  2. Se la fiducia o la cultura del dialogo sono minacciate, ma alcuni aspetti funzionano ancora
    Concordare una discussione con tutti i soci al fine di risolvere il punto controverso internamente, se possibile. Durante la discussione, prestare particolare attenzione alle regole di una discussione equilibrata. Concordare in anticipo gli obiettivi dell’incontro e verbalizzare i risultati. Testare le misure decise in una fase di prova e poi discutere insieme dell’impatto che hanno avuto e, se necessario, modificarle.
  3. Se la fiducia viene meno e la comunicazione aperta è ormai minata
    Consultare un esperto (mediatore, coach, conciliatore) per risolvere il conflitto e ottenere il consenso esplicito di tutti i soci. Chiarire gli obiettivi della consulenza con gli esperti e concordare tempistiche e costi. Partecipare costruttivamente al programma di discussione dell’esperto consultato e cercare seriamente di attuare le misure decise.
  4. Quando la fiducia è andata in frantumi e la comunicazione aperta non funziona più
    In primo luogo, verificare con il coach se c’è ancora una possibilità di salvare la comunità. In caso affermativo, iniziare dal punto precedente.
    In caso negativo, non esitare ad affrontare il tema dell’abbandono da parte di un socio o dello scioglimento della comunità. A tal fine, si raccomanda di consultare un esperto poiché soprattutto in caso di scioglimento anticipato, l’equità e la chiarezza tra i partner hanno la priorità assoluta. Ciò richiede spesso il supporto di un moderatore/coach, nonché di un fiduciario o di un consulente in economia aziendale. In ogni caso si tratta di un investimento redditizio, perché una fine caotica che si trascina tra le controversie non solo costerà molto di più, ma lascerà anche profonde ferite sul piano emotivo.

Anche in caso di scioglimento, seguire il programma di consulenza tecnica in modo costruttivo e attuare le misure e i compiti concordati in modo serio e tempestivo. Se lo scioglimento di una comunità è affrontato in modo lineare e rapido, i vecchi partner possono rialzarsi molto più rapidamente e ridisegnare il loro futuro senza impedimenti.

Domande frequenti

Quest’anno ho scambiato una superficie per la coltivazione di mais con il mio vicino. Dobbiamo comunicarlo all’ufficio dell’agricoltura?2021-02-02T13:30:25+01:00

Quando si registrano i dati delle aziende, occorre indicare in modo veritiero le superfici gestite durante l’anno in rassegna. L’agricoltore stesso può farlo online. Anche se le particelle sono suddivise, è possibile creare autonomamente varie sottoparticelle, che il rispettivo gestore indicherà per la propria azienda.
Attenzione: se un’azienda è biologica e l’altra è gestita in modo convenzionale, le particelle scambiate possono essere riconosciute (di nuovo) come superfici biologiche solo al termine di un periodo di conversione di due anni.

Il mio socio di gestione vorrebbe ritornare sui suoi passi e revocare lo scambio nel bel mezzo dell’anno, può farlo?2021-02-02T13:27:59+01:00

In linea di principio no, perché in genere lo scambio dura almeno per un intero anno di gestione. Se i soci hanno stipulato un contratto di scambio scritto, quanto convenuto dovrebbe essere chiaro e coerentemente rispettato. Se l’accordo è avvenuto solo oralmente, i principi rimangono ovviamente validi, ma è certamente più difficile essere concordi sui dettagli.
Se esistono buoni motivi per revocare anticipatamente lo scambio di superfici, è possibile sciogliere il contratto di comune accordo. Questa scelta può rivelarsi tuttavia complicata perché i rispettivi investimenti dei soci in relazione alle superfici interessate (sementi, concimi, protezione dei vegetali, manodopera, ecc.) devono essere conteggiati sulla base di un criterio pro rata temporis.
In caso di necessità è meglio rivolgersi a un esperto per una consulenza.

Il mio vicino vorrebbe scambiare alcune superfici con me, in modo tale da migliorare il raggruppamento per entrambi. Come dobbiamo procedere però, visto che una delle particelle è stata presa in affitto da terzi?2021-02-02T13:27:21+01:00

Se si scambiano superfici in affitto, occorre farlo con un certo tatto. In assenza di un contratto che stipula altrimenti, si tratta di un subaffitto, motivo per cui serve assolutamente il consenso del locatore, a meno che il contratto di affitto non vieti in generale il subaffitto.
Non va sottovalutato l’aspetto psicologico per il locatore. Nella maggior parte dei casi, il terreno è stato volutamente affittato a qualcuno che lo gestisce bene. Pertanto, molti sono contrari alla scelta di far coltivare il terreno a un altro agricoltore.

Quando si scambiano superfici, come si può ottenere un’attribuzione delle particelle equa e accettabile per tutti, senza svantaggiare nessuno?2021-02-02T13:26:55+01:00

Siccome in genere lo scambio di superfici è concordato per un breve periodo di tempo, si tiene conto soprattutto delle dimensioni delle superfici, che dovrebbero essere il più possibile equivalenti. La diversa qualità del suolo è spesso ignorata, purché non sia eccessiva. Tuttavia, se lo scambio deve essere concordato per un periodo di tempo prolungato, vale la pena effettuare una stima completa delle particelle interessate e scegliere di scambiare superfici di qualità il più possibile analoga. Per questo è utile una perizia neutrale.

Esempi pratici

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