Comunità aziendale

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Comunità aziendale2021-05-18T11:38:27+01:00
Leadership comune della comunità – Possibilità di sostituzione – Responsabilità – richiede comunicazione

Per «comunità aziendale» s’intende la fusione completa di due o più aziende, che successivamente tutti i soci partecipanti gestiscono come nuova unità organizzativa. Il bestiame e i veicoli diventano di proprietà comune, i fondi e gli edifici di economia rurale rimangono di proprietà dei singoli, ma possono essere utilizzati dagli altri soci.

Le comunità aziendali consentono la ripartizione dei rischi, una gestione e processi di lavoro efficienti dal profilo dei costi e razionali, un migliore utilizzo dei macchinari e degli edifici, oltre alla possibilità di disporre di più giorni liberi e vacanze grazie a un piano di sostituzioni.

Descrizione detaggliata (PDF)
Tutte le informazioni (PDF)
Fattori chiave (pdf)

«In Svizzera, considerate le nostre strutture, la comunità aziendale offre davvero un’opportunità di crescita – anche personale – e apre molte porte.»

Peter Suter, partner della comunità aziendale Suter & Schmid

«Credo che comunità aziendale significhi anche questo, il fatto di trovare una soluzione insieme. Vogliamo lavorare insieme per affrontare i problemi che si presentano e cercare di risolverli.»

Mathias Suter, partner della comunità aziendale Suter & Schmid

«Bisogna saper gestire i conflitti ed essere al contempo magnanimi.»

Peter Suter, partner della comunità aziendale Suter & Schmid

«La possibilità di avere del tempo libero e giorni di ferie in maniera regolamentata, il lato positivo e anche il rovescio della medaglia; prendere decisioni ponderate, credo che siano aspetti positivi.»

Peter Suter, partner della comunità aziendale Suter & Schmid

«Devi essere capace di dire ‘non è quello che voglio ora, ma è quello che è funzionale o serve in fin dei conti’.»

Daniela Suter, partner della comunità aziendale Suter & Schmid

Prima di parlare seriamente dell’eventualità di costituire una comunità aziendale con possibili partner, si devono soddisfare i seguenti requisiti:

  • la fusione ha senso ed è redditizia per il futuro di entrambe le aziende;
  • le esigenze e le aspettative nei confronti della produzione e della gestione coincidono nella maggior parte dei punti;
  • c’è una buona intesa tra i partner futuri;
  • si conoscono i rispettivi processi di lavoro e l’organizzazione della futura attività aziendale quotidiana comune;
  • le famiglie partecipanti sono favorevoli alla fusione delle aziende in una comunità aziendale.

Maggiori informazioni sui requisiti per le comunità aziendali (pdf)
Informazioni sulla procedura per le comunità aziendale (pdf)

Come è nata la comunità aziendale?
Quali sono i vantaggi di una comunità aziendale?

Per una comunità aziendale ben funzionante i fattori di successo sono i seguenti:

  • strategia aziendale comune con vantaggi finanziari per tutti i partner;
  • razionalizzazione dei processi di lavoro e notevole sgravio per tutti i partecipanti;
  • equa distribuzione delle responsabilità, delle competenze, del carico di lavoro e dei profitti all’interno della comunità;
  • cultura positiva e aperta alla discussione e capacità critica tra le famiglie partner.

Maggiori informazioni sui requisiti per le comunità aziendali (pdf)
Informazioni sulla procedura per le comunità aziendali (pdf)

Quali sono i presupposti affinché una comunità aziendale abbia successo?
Come si pianifica a livello strategico e operativo?

Per costituire una comunità aziendale si devono soddisfare le seguenti condizioni legali:

  • distanza: i centri aziendali distano tra loro meno di 15 km;
  • autonomia: i gestori gestiscono congiuntamente la comunità aziendale per proprio conto e a proprio rischio e pericolo e quindi si assumono il rischio d’impresa;
  • volume di lavoro minimo: ogni azienda aveva diritto ai pagamenti diretti prima della fusione (minimo 0,20 USM);
  • collaborazione nella comunità: i partecipanti sono attivi nella comunità aziendale e non lavorano per più del 75% al di fuori di essa;
  • contratto scritto: esiste un contratto scritto per la comunità aziendale, dal quale si evince che i partecipanti gestiscono la comunità per proprio conto e a proprio rischio e pericolo.

Di norma, le comunità aziendali hanno la forma giuridica di una “società semplice”. La costituzione di una società semplice è relativamente agevole, ma tutti i partner coinvolti sono responsabili solidalmente per la comunità aziendale. Seppure più rare, si possono ipotizzare anche altre forme giuridiche (società in nome collettivo, Sagl, SA, ecc.). Le ragioni sono da ricercarsi in requisiti più complessi per il processo di costituzione e la cessione dell’azienda.

Maggiori informazioni sulle basi legali per le comunità aziendali (pdf)
Informazioni sui modelli di contratto per le comunità aziendali (pdf)
Informazioni sulle modalità di abbandono della comunità aziendale (pdf)

Secondo quali modalità i partner hanno abbandonato la comunità aziendale?

In media per le comunità aziendali si devono prevedere le seguenti tempistiche:

  • processo di costituzione: 6 – 18 mesi;
  • durata del contratto: 10 – 25 anni, a seconda della durata di utilizzo degli edifici collettivi o della durata dei crediti.

Il contratto deve obbligatoriamente contenere anche disposizioni per un eventuale abbandono anticipato, in modo che ciò possa avvenire nel modo più agevole possibile.

Maggiori informazioni sulla durata delle comunità aziendali (pdf)
Maggiori informazioni sulle basi legali per le comunità aziendali (pdf)
Maggiori informazioni sui modelli di contratto per le comunità aziendali (pdf)
Maggiori informazioni sulle modalità di abbandono della comunità aziendale (pdf)

Il vostro contratto prevede una durata precisa?
Come avviene la cessione dell’azienda?

Maggiori informazioni sulle comunità aziendali si possono ottenere:

  • parlando direttamente con i colleghi che hanno già esperienza in materia di comunità aziendali;
  • contattando i centri di consulenza tecnica e gli esperti, che si possono anche consultare in via preliminare o in fase di costituzione di una comunità aziendale.
In fase di costituzione siete ricorsi a consulenti esterni?

Quando le persone lavorano insieme, molte cose possono andare storte: incidenti, crollo delle vendite, errori, mancato rispetto degli accordi, divergenze di opinione e malintesi, eccetera. È normale e non è il caso di preoccuparsi, ma è molto importante che i partner interessati reagiscano correttamente in tali situazioni ed evitino di compiere costosi passi falsi per inezie o che si instaurino controversie perenni a causa di valutazioni divergenti della situazione.

Di seguito sono elencate alcune risorse che possono essere utili per affrontare i conflitti.

Informazioni generali sulla risoluzione dei conflitti nelle comunità aziendali (pdf)
Sito Internet Teoria dei conflitti

Come affrontare le difficoltà e i conflitti?

In caso di conflitto sostanziale o cronico, dopo la fase di escalation si può procedere nel modo seguente:

  1. Se la fiducia e la comunicazione all’interno della comunità sono rimaste fondamentalmente intatte
    Concordare una discussione tra le persone interessate. A tal fine, concedersi tempo a sufficienza in un luogo in cui poter parlare indisturbati. Durante la discussione, prestare particolare attenzione alle regole di una discussione equilibrata. Se necessario, testare le misure decise in una fase di prova e poi discutere insieme dell’impatto che hanno avuto e, se necessario, modificarle.
  2. Se la fiducia o la cultura del dialogo sono minacciate, ma alcuni aspetti funzionano ancora
    Concordare una discussione con tutti i soci al fine di risolvere il punto controverso internamente, se possibile. Durante la discussione, prestare particolare attenzione alle regole di una discussione equilibrata. Concordare in anticipo gli obiettivi dell’incontro e verbalizzare i risultati. Testare le misure decise in una fase di prova e poi discutere insieme dell’impatto che hanno avuto e, se necessario, modificarle.
  3. Se la fiducia viene meno e la comunicazione aperta è ormai minata
    Consultare un esperto (mediatore, coach, conciliatore) per risolvere il conflitto e ottenere il consenso esplicito di tutti i soci. Chiarire gli obiettivi della consulenza con gli esperti e concordare tempistiche e costi. Partecipare costruttivamente al programma di discussione dell’esperto consultato e cercare seriamente di attuare le misure decise.
  4. Quando la fiducia è andata in frantumi e la comunicazione aperta non funziona più
    In primo luogo, verificare con il coach se c’è ancora una possibilità di salvare la comunità. In caso affermativo, iniziare dal punto precedente.
    In caso negativo, non esitare ad affrontare il tema dell’abbandono da parte di un socio o dello scioglimento della comunità. A tal fine, si raccomanda di consultare un esperto poiché soprattutto in caso di scioglimento anticipato, l’equità e la chiarezza tra i partner hanno la priorità assoluta. Ciò richiede spesso il supporto di un moderatore/coach, nonché di un fiduciario o di un consulente in economia aziendale. In ogni caso si tratta di un investimento redditizio, perché una fine caotica che si trascina tra le controversie non solo costerà molto di più, ma lascerà anche profonde ferite sul piano emotivo.

Anche in caso di scioglimento, seguire il programma di consulenza tecnica in modo costruttivo e attuare le misure e i compiti concordati in modo serio e tempestivo. Se lo scioglimento di una comunità è affrontato in modo lineare e rapido, i vecchi partner possono rialzarsi molto più rapidamente e ridisegnare il loro futuro senza impedimenti.

Domande frequenti

Quest’anno vado in pensione, ma il mio socio della comunità aziendale non ancora. Posso rimanere comunque un socio attivo?2021-02-02T13:28:29+01:00

Se il socio di una comunità aziendale raggiunge il limite di età di 65 anni, i pagamenti diretti sono ridotti proporzionalmente conformemente all’articolo 9 OPD. Nel caso di una comunità a due, risulterebbero dunque dimezzati. Per evitare questa sensibile perdita di reddito, i soci dovrebbero cedere per tempo la direzione dell’azienda a un successore. Vale la pena preparare la successione del capoazienda con largo anticipo per garantire una transizione ottimale. In caso di necessità, l’azienda del socio in pensione potrebbe anche essere data in affitto alla comunità, almeno come soluzione transitoria.

Posso chiedere il riconoscimento al Cantone anche dopo l’inizio della gestione comune?2021-02-02T13:09:08+01:00

Per quanto riguarda i pagamenti diretti, è importante presentare la domanda di riconoscimento dell’azienda entro i termini stabiliti. Secondo l’articolo 99 capoverso 1 dell’ordinanza sui pagamenti diretti (OPD), la domanda di pagamenti diretti deve essere presentata tra il 15 gennaio e il 15 marzo. In alcuni Cantoni il termine per la presentazione della domanda scade ancora prima. Per questo motivo, la comunità aziendale deve essere riconosciuta durante l’anno che precede il primo versamento dei pagamenti diretti alla comunità. Di conseguenza, se l’avvio dell’attività della comunità aziendale coincide con l’inizio dell’anno, i contratti andrebbero firmati e la domanda di riconoscimento dell’azienda andrebbe presentata entro il 31 dicembre dell’anno precedente.

Perché dobbiamo far approvare ufficialmente la nostra comunità aziendale appena costituita?2021-02-02T13:08:36+01:00

Le comunità aziendali devono essere riconosciute dal servizio cantonale competente, così come avviene per tutte le altre forme di azienda riconosciute secondo l’articolo 29a capoverso 1 dell’ordinanza sulla terminologia agricola e sul riconoscimento delle forme di azienda (OTerm). Lo Stato garantisce così che solo le aziende agricole conformi a tutte le condizioni e ufficialmente riconosciute possano beneficiare dei pagamenti diretti (art. 99 cpv. 2 dell’ordinanza sui pagamenti diretti OPD). I requisiti di legge per il riconoscimento delle comunità aziendali figurano nell’articolo 10 dell’OTerm.
I Cantoni mettono a disposizione gli appositi moduli di domanda (di solito online). Quando si presenta la domanda di riconoscimento, è indispensabile allegare una copia del contratto sociale firmato.

Esempi pratici

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